Grandi carnivori, in Trentino Alto Adige è scontro. Le associazioni: "Si torni al buon senso, stop a politiche ammazza lupi e orsi che alimentano paura e odio sociale"
L'ultimo caso ha riguardato la decisione di Kompatscher di abbattere due lupi in Val Venosta e lo stop del Tar. Lo scontro con le associazioni che puntano a ridiscutere, in Alto Adige, anche dell’istituzione delle cosiddette 'zone pascolive protette'

BOLZANO. “La Provincia di Bolzano, per quanto autonoma, non può pensare di fare il bello e il cattivo tempo e agire in spregio delle leggi di rango superiore”. A dirlo sono le associazione Lndc Animal Protection e Wwf Italia in merito allo stop del Tar all'uccisione di due lupi in Val Venosta arrivato nella giornata di ieri.
Le associazioni spiegano che in occasione dell’udienza che si terrà il 10 settembre, “discuteremo anche dell’istituzione delle cosiddette 'zone pascolive protette', una sorta di zona franca – che comprende la maggior parte del territorio – dove nelle intenzioni dell’amministrazione provinciale si può sparare ai lupi senza che vengano prese adeguate misure di prevenzione. Tutto questo non è accettabile”.
Nelle scorse ore la Provincia di Bolzano ha voluto rimarcare che la popolazione di lupi è “in rapida crescita in Alto Adige e rappresenta un grave pericolo per il bestiame e quindi per la tradizionale agricoltura alpina e di montagna”. Aggiungendo che “Il prelievo dei lupi è una misura necessaria e urgente”.
I lupi sono una specie protetta ai sensi della Direttiva Habitat e della Convenzione internazionale di Berna. “In Trentino-Alto Adige si torni ad usare buon senso, basta a politiche di accanimento ammazza lupi e orsi che alimentano solo paura e odio sociale e che sono, per altro, in netta contraddizione con le norme Ue e la recente decisione della Corte di giustizia della Ue” sono invece le parole che arrivano da Legambiente.
La Corte di Giustizia ha stabilito il no alla caccia del lupo a fronte di uno stato di conservazione insoddisfacente a livello nazionale, fissandosi quale priorità assoluta la tutela della biodiversità, di specie e di habitat di interesse comunitario.
“Alla luce di tutto ciò – continua Legambiente - torniamo a ribadire che occorre lavorare sempre di più su mitigazione e prevenzione attraverso un’alleanza e gestione condivisa con le comunità locali, facendo informazione, e utilizzando un approccio scientifico. Questa è la strada da seguire, no a insensate politiche di accanimento. A livello nazionale è importante che venga approvato e migliorato in via definitiva anche il Piano di conservazione e gestione del lupo”.


















